Prevenire è meglio!

 

Il problema relativo alla sicurezza nei confronti dell’azione sismica da parte di strutture di tipo prefabbricato si è presentato con gli eventi sismici del 20-29 maggio 2012 nelle aree della pianura padana tra le regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, in particolare per quelle che erano state realizzate in aree classificate non sismiche al momento della loro costruzione.

Questi terremoti hanno evidenziato la vulnerabilità di questa tipologia di strutture alle azioni sismiche. Per la prima volta in Italia un terremoto di forte intensità ha colpito un’area fortemente industrializzata e quindi caratterizzata da un gran numero di capannoni prefabbricati.

I risultati sono stati drammatici. I danneggiamenti principali sono riportati nelle prime pagine del documento “Linee di Indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali mono piano non progettati con criteri antisismici” emesso dalla Protezione Civile nei giorni immediatamente successivi agli eventi sismici.


 

La nuova Classificazione sismica

Con la modifica delle zone sismiche introdotta nel 2015 i datori di lavoro si trovano a dover affrontare le seguenti problematiche:

  • Edifici non calcolati con le normative antisismiche
  • Molte zone a bassa sismicità (come l’Emilia) con grandi zone industriali
  • Capannoni prefabbricati a rischio
  • Rischio incolumità dei lavoratori e responsabilità del datore di lavoro: il punto 1.1.1. dell’Allegato IV del D.Lgs. n.81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul lavoro) prevede che gli edifici che ospitano i luoghi di lavoro debbano essere stabili. È quindi compito del datore di lavoro aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi includendo il Rischio Sismico, relativo alle strutture:

Rischio di perdita capitale struttura

Rischio di perdita capitale macchinari

Rischio di interruzione attività

 

I vantaggi della nostra soluzione

Atena Soluzioni propone una soluzione per risolvere queste problematiche:

  • Interventi volti a migliorare la resistenza sismica dei fabbricati, senza raggiungere i livelli del nuovo
  • Poche risorse economiche con grandissimi vantaggi
  • Si escludono gli interventi volti all’adeguamento (100 % azione simica) che sarebbero troppo onerosi e invasivi (interruzione lavorazioni e costi spropositati)
  • Agevolazioni fiscali (detrazioni IRPEF, IRES) del 65% dell’importo speso per edifici in zona sismica 2 e del 50% per edifici in zona sismica 3
  • È previsto il 140%  di super ammortamento per gli investimenti aziendali